Nell’Amore ci vuole impegno

Per le donne che cercano disperatamente l’amore come mendicanti; per chi ha deciso di metterlo via come qualcosa di vecchio non più necessario oggi; per chi lo assaggia ma scappa per paura di soffrire; per chi soffre perché è rimasta senza amore; per chi è delusa e non crede più; per chi si immerge nel dolore ogni giorno perché l’amore è inganno; per chi ama leccando la superficie dell’amore ma non ne ha mai assaggiato la profondità; per chi è disposta a spellarsi il cuore pur di imparare ad amare!

Non è facile amare, anche quando la relazione gronda di amore quasi nauseabondo per chi guarda da fuori.

Non lo è.

È un continuo mischiarsi per poi riprendere il proprio centro.

È  un lavoro.

Intenso, costante, lacerante.

All’amore si mischia la paura della fine, della grandezza, di perdersi, del dolore, di non saper contenere.

È una danza continua interna, vicini fino a toccarsi l’anima e poi nuovamente indietro per trovare sè stesse.

Ma quanto si torna indietro?

Donarsi completamente, ma non perdersi; immergersi nel noi ma non affogare, non sparire.

È  come cercare di separare l’acqua con le mani mentre sei dentro al mare, poco possibile ma da fare.

Camminare in punta di piedi nel cuore dell’altro, senza dimenticare il tuo.

Aprirsi senza riserve, amare l’altro senza nessun limite, ma non aggrapparsi.

Guardare l’uomo che abbiamo accanto, comprendere che, per quanto sia aperto o elevato spiritualmente, intelligente e dolce, avrà sempre un imprinting potente di un maschile patriarcale: non può esserne scevro, impossibile! Nemmeno noi ne siamo libere (il patriarcato non è l’uomo ma un’educazione che viene data ad entrambi da troppo tempo).

Un sottile o pesante mantello che prima o poi uscirà, vorrà in qualche modo controllare, avrà paura della donna libera, utilizzerà strategie per poter contenere o per punire, sarà compiacente, troppo; vittima, piccolo o grande carnefice, intollerante o rabbioso, bambino bisognoso.

In quei momenti l’amore come forza di trasformazione dovrà lavorare ancora di più dentro di noi.

L’arte sarà riconoscere questo maschile, averne compassione ma rimanere ancora più salde sulla nostra isola di lava nera, in mezzo al mare dell’amore, piantare bene i piedi, respirare, tornare dentro, nelle nostre profondità, e portare più guarigione a noi e poi a quel maschile disfunzionale che vive in tutti gli uomini con intensità diverse.

Quanta potenza nell’amare senza riserve, ma quanto impegno!

Che esperienza! La consapevolezza di tutto quanto sopra è necessaria.

Se non per sperimentare amore e unione perché siamo su questo pianeta?

Perché camminiamo sulla pelle di questa terra?

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