L’equinozio d’autunno: Persefone, Inanna e Mabon

L’andamento delle stagioni ha da molto tempo un forte valore simbolico per l’essere umano. In autunno diverse civiltà e culture organizzavano cerimonie, falò e banchetti per dire addio alla stagione estiva, rigraziare la natura per il raccolto della bella stagione e prepararsi al cambio di luce.

Fin dall’antichità l’equinozio d’autunno, giorno in cui, nel nostro emisfero, la notte e il giorno hanno la stessa durata, è stato un giorno di festa. I Romani celebravano Pomona, dea dei frutti, mentre nella mitologia greca antica l’inizio dell’autunno era legato al mito del rapimento di Persefone. Il neopaganesimo lega l’equinozio d’autunno alla leggenda del dio gallese Mabon.

Approfondiamo questi ultimi due personaggi: le loro storie hanno qualcosa in comune e assomigliano a una storia ancora più antica, quella di Inanna, divinità mesopotamica. Persefone, Mabon e Inanna compiono tutti una discesa nel mondo degli Inferi, che può essere interpretata come l’esplorazione del nostro mondo inconscio. Psicoanalisti, come per esempio Jung, hanno parlato della necessità per la psiche di confrontarsi con il proprio “lato oscuro”, connesso all’istintualità e anche agli impulsi distruttivi (spesso inconsci!) per raggiungere l’equilibrio e la completezza. Anche il concetto di morte e resurrezione cristiana ha dei collegamenti con questa discesa e uscita dagli Inferi.

Persefone, chiamata anche Kòre, che in greco vuol dire “ragazza”, era la figlia di Demetra, dea dei raccolti, e Zeus. Un giorno, mentre raccoglieva dei fiori insieme alle sue compagne, dal prato fiorito spuntò un bellissimo narciso. Persefone protese le mani per raccogliere il meraviglioso fiore quando dalla base del narciso si aprì una voragine da cui emerse il re del regno dei morti Ade, suo zio!  Ade s’innamorò di Persefone e la portò nel suo regno per sposarla e farne la sua regina, contro la sua volontà. Scesa negli Inferi le venne offerta della frutta: Persefone mangiò senza appetito solo sei semi di melograno. Qui la ragazza cadde in trappola: non sapeva che chi mangiava i frutti degli inferi ne rimaneva prigioniero per l’eternità.

La madre Demetra reagì disperata e furente al rapimento. Prima di questo episodio procurava agli uomini interi anni di clima mite e di abbondanti raccolti, mentre da quel momento impedì la crescita dei raccolti, scatenando un inverno durissimo che sembrava non avere mai fine.

A quel punto dovette intervenire Zeus e si arrivò a un accordo: Persefone arebbe rimasta nell’oltretomba solo per un numero di mesi equivalente al numero di semi da lei mangiati, potendo così trascorrere con la madre il resto dell’anno. Quindi Persefone avrebbe trascorso sei mesi con il marito negli inferi e sei mesi con la madre sulla terra. Demetra accoglieva con gioia il periodico ritorno di Persefone sulla Terra, facendo rifiorire la natura in primavera e in estate, mentre nei mesi in cui la figlia tornava dal marito Ade, Demetra dava origine all’autunno e all’inverno con la sua tristezza.

Come abbiamo detto, il mito di Persefone trae alcuni suoi elementi dalla mitologia mesopotamica.. Nell’opera La Discesa di Inanna negli Inferi, Inanna si reca nel Kurnugea (l’oltretomba dei Sumeri) per recare le condoglianze alla sorella Ereshkigal, e vi rimane intrappolata. Grazie a un sotterfugio riesce a tornare in superficie ma, presa dall’ira nel trovare Dumuzi, il suo compagno, intento a oziare senza preoccuparsi per la sua assenza, lo condanna a prendere il suo posto. Dumuzi riesce a fuggire dalla sorella Geshtinanna, la quale si offre per passare sei mesi dell’anno negli inferi al posto suo. Dumizil e Geshtinanna erano considerati le divinità del malto e della vite: il mito spiega l’alternanza delle stagioni e fa riferimento ai diversi periodi di raccolta e produzione della birra e del vino.

Nella mitologia gallese Mabon (“giovane uomo” o “figlio divino”), spesso indicato come Mabon ap Modron (Mabon figlio di Modron) è un dio della giovinezza, della caccia, della vegetazione e dei raccolti. Era un dio cacciatore che, secondo la leggenda,  fu rapito alla madre tre giorni dopo la nascita. Visse poi a Annwn (il regno degli Inferi della mitologia gallese), finchè venne salvato da Culhwch (il cugino di re Artù!). A causa del suo soggiorno negli Inferi, Mabon rimase giovane per sempre. Nel neopaganesimo Mabon è uno degli otto sabbat che si celebra nell’equinozio di autunno. La festività è una festa di ringraziamento per i frutti della terra e prevede di dividerli con gli altri per assicurarsi la benedizione del dio e della dea durante i mesi invernali.

Conoscere queste storie è davvero affascinante! Come vedi, in diverse culture e religioni tornano elementi comuni legati all’esplorazione di un mondo oscuro, per poi risalire a vedere la luce e ritrovare un equilibrio, come quello che caratterizza questo importante momento di passaggio stagionale.

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